rassegna musicale 2016 locandina 15 aprile

Chi si avvicinava all'entrata de "Le Chat Noir" poteva leggere: «Passante, fermati! Questo luogo, per volontà del destino, fu consacrato alle Muse e alla gioia, sotto gli auspici del gatto nero. Passante, sii moderno!». Siamo nel 1881 e Rodolphe Salis, fondatore de "Le Chat Noir", un tempo il Cabaret più noto di Parigi, non immaginava che in poco tempo la sua mescita di vino sarebbe diventata un ritrovo alla moda per scrittori, poeti, musicisti, chansonniers, pittori e varia umanità, a cominciare dal circolo degli Hydropathes, i cui adepti non potevano bere acqua senza il rischio di ammalarsi seriamente. In questo e in altri locali di Montmartre, Erik Satie si esibì come "strimpellatore a pagamento" al seguito di Vincent Hyspa, umorista e poeta. Sulle sue parole comporrà almeno quattro canzoni tra cui Chez le Docteur, che si prende gioco del medico Emile Combes, primo ministro di Francia dal 1902 al 1906. Satie usa uno stile ben collaudato, tra satira, canzone sentimentale e musica popolare, rendendolo più personale e raffinato in brani come Je te veux e La diva de l'Empire, destinate al repertorio della cantante Paulette Darty.

Insofferente al clima conservatore della Hochschule für Musik, almeno quanto Satie lo era alle regole accademiche del conservatorio parigino, Kurt Weill si allontanò dall'istituzione berlinese per lavorare presso diversi teatri, confrontandosi anche con l'opera popolare e l'operetta. Per mantenersi dava lezioni private, collaborava come critico per la radio tedesca e suonava il piano in una birreria. L'incontro con Bertold Brecht gli permise di dar vita ad una scrittura che riuniva gli stili e le tecniche più lontane. Nascevano i progetti per "Mahagonny" ed altre opere che comprendono brani come il Bilbao song nel quale, in un fumoso ed "etilico" clima di balera, si rievoca nostalgicamente una vecchia melodia. Nel 1933, il nazismo lo dichiarerà non gradito al popolo germanico. I natali ebraici costrinsero il musicista a fuggire nella capitale francese, dove, tra il 1933 e il 1935, scrisse alcune delle sue canzoni più celebri come Complainte de la Seine e Youkali, eseguite nei Cabaret parigini da Lis Gauty.
Approdato a New York nel settembre del 1935, il mese successivo assiste alle prove di Porgy and Bess, di George Gershwin, un’opera "Americana".

Ma negli "States" è il Musical lo spettacolo più seguito dell'epoca, che, nelle migliori occasioni, cristallizza ed elabora ciò che nel caffé-chantant europeo risultava essere poco più che una strana accozzaglia di elementi: musica, canto, danza, belle donne, uscite comiche, circo, ombre cinesi, racconti surreali e sfarzo scenografico. L’ambiente urbano della città farà da "collante" per tutti questi elementi che, nel rutilante muovere di persone, macchine e cantieri, può macinare tutto, restituendo magicamente canzoni come I got rhythm o Fascinating Rhythm.
Da "strimpellatore di canzoni" per i clienti di una casa editrice, Gershwin avrebbe scalato il successo sino a diventare l'autore di An American in Paris. Quella musica ispirò l'omonimo film, i cui protagonisti - un pittore, un pianista e un cantante - rievocano Hollywoodianamente la Montmartre di fine ottocento. Strana coincidenza.

Giuseppe Azzarelli